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Parco Fluviale del Po


Il sito del PARCO del PO TORINESE


Le CARTE del PARCO e dei PERCORSI


RISERVA NATURALE DEL MULINO VECCHIO


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Chiuse del Mulino Il Mulino (ristrutturato) Canale del Mulino

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Pontcicello pista ciclabile Diramazioni del Mulino La Dora Baltea

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4 PASSI PER LA RISERVA DEL VECCHIO MULINO

Sicuramente la parte più interessante dal punto di vista naturalistico del territorio rondissonese è quella legata agli ambienti ed ai paesaggi della fascia fluviale della Dora Baltea. Scendendo nella pianura alluvionale s'incontrano numerose aree boschive, composte per lo più da vegetazione ripariale (ontani, pioppi e salici) da querce e frassini.

La scarpata del terrazzo che in questo tratto di alveo è molto evidente, è ricca di vegetazione boschiva la quale nasconde alcune sorgenti ed invasi artificiali che creano ambienti semi-naturali diversi dal contorno per tipologia di vegetazione e di microclima. Percorrendo le numerose strade sterrate, che con lieve pendenza portano verso il fiume, si può incontrare il rudere di un vecchio molino ristrutturato che in futuro diventerà area di ristoro per i visitatori delle passeggiate lungo le sponde del Parco Fluviale del Po. Il Molino Vecchio ha un elevato contenuto storico, alcune importanti opere idrauliche ed isolate cascine dalle tipiche caratteristiche architettoniche proprie della pianura vercellese. La presenza costante di rogge e canali, strisce ecotonali e corridoi ecologici, nonché il complesso di lanche e greti che la Dora Baltea ha modellato, conferiscono al paesaggio un'armonia percettiva quasi naturale, rendendolo particolarmente gradevole alla vista.

In prossimità del Mulino Vecchio, dove la Dora Baltea devia il suo corso proveniente da est, quasi ad angolo retto verso Sud, c'è una piccola insenatura semi naturale in cui una serie di fattori naturali ed antropici fanno si che essa mantenga caratteristiche ambientali simili ad una lanca. Questo ambiente semi naturale si è sviluppato per diversi motivi. Innanzitutto la corrente del fiume, che provenendo da est deve gioco-forza curvare bruscamente verso sud grazie all'arginatura in grossi blocchi di cemento realizzata verso gli anni '50 per rinforzare questo tratto di sponda. Inoltre, quasi in prossimità del vertice di questo ideale angolo di curvatura, vi è l'entrata a fiume dello "sfioratore della Roggia dei Mulini", una piccola roggia costruita per impedire che il livello della superficie libera della roggia madre salga al di sopra di una quota massima prefissata. Questo sfioratore ha portate modeste, comunque sufficienti a garantire durante il periodo di utilizzo della roggia un minimo di afflusso idrico al fiume. Le acque basse e a debole corrente percorrono questo breve tratto in direzione nord sud durante i mesi estivi, venendo inondate dalle piene più consistenti soprattutto in autunno e primavera. Questo succedersi di afflussi-deflussi idrici crea un piccolo ambiente semi naturale a microclima umido, molto simile per tipologia di vegetazione e per fauna presente ad una lanca. Il grosso quantitativo di sabbia e limo depositato dal fiume durante l'ultimo evento alluvionale dell'ottobre 2000, unitamente alle opere di messa in sicurezza e di pulizia dell'alveo che ad esso sono seguite, hanno contribuito a delimitare ancor più questa specie di lanca, spostando verso est di qualche decina di metri il raggio di curvatura della corrente e creando una spiaggia fluviale artificiale molto estesa e percorribile durante i periodi di magra. A nord di questa lanca seminaturale il saliceto ripariale è particolarmente sviluppato, mentre sulla riva in prossimità della stessa vi sono numerosi pioppeti industriali.

Vegetazione delle sorgenti. E' presente in piccoli siti, dislocati in corrispondenza della scarpata del terrazzo, dove la venuta a giorno dell'acqua proveniente dalla falda superficiale crea zone umide a diverso corredo floristico in funzione della presenza o meno di copertura arborea. Vi è vegetazione acquatica galleggiante e sommersa (miriofilli, ranuncoli d'acqua, Potamogeton spp., lenticchie d'acqua) e negli ambienti soleggiati callitriche e tife. Le Callitriche (come in generale tutte le idrofite) sono negli ultimi anni in forte regresso. Nei corsi d'acqua della Pianura Padana esse erano sino a tempi recenti molto comuni, ma dagli anni '60 sono in diminuzione e devono ormai considerarsi rare. Anche questo è un effetto dell'eutrofizzazione delle acque interne.





IL PERCORSO CICLABILE

“La Dora Baltea: luoghi fortificati e canali d’irrigazione”

Venerdì 8 aprile 2005, con una semplice cerimonia nel Municipio di Rondissone, l’Ente di Gestione del Parco del Po, tratto torinese, ha formalmente consegnato alle amministrazioni comunali di Rondissone, Saluggia e Torrazza Piemonte il percorso ciclabile del Parco del Po Torinese numero 7, denominato “La Dora Baltea: luoghi fortificati e canali d’irrigazione”.
Per il Parco del Po Torinese era presenti il direttore Ippolito Ostellino, il presidente Emilio Soave, il vicepresidente Roberto Gianusso e per l’Ufficio Promozione e Comunicazione Andrea Miola. I tre Comuni erano rappresentati dai rispettivi Assessori ai Lavori Pubblici: Maurizio Martin per Rondissone, Mauro Dutto per Torrazza Piemonte e Antonino Lecis per Saluggia. Era inoltre presente l’architetto Patrizia Bairo, che ha curato i lavori per la realizzazione delle opere di corredo all’itinerario.
Il percorso ciclabile n. 7 compie un periplo completo del tratto di Dora Baltea compreso dentro il Parco del Po Torinese, con partenza e ritorno a Borgo Revel, attraverso i territori dei Comuni di Verolengo, Torrazza Piemonte, Rondissone, Mazzè, Villareggia, Cigliano, Saluggia e Crescentino. Il percorso ciclabile sarà presto dotato di aree di sosta attrezzate, con panchine, tavoli da picnic e bacheche, sia nel Comune di Rondissone, sia nella zona che da Borgoregio si estende verso la Dora, nel Comune di Torrazza.
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